Home / Lignano Sabbiadoro / analisi turistica, miss e bibione in friuli

analisi turistica, miss e bibione in friuli

Turismo in analisi

Ciao Cocal, venerdì 14 settembre alle 15.00 si terrà presso la sala riunioni del PIAT a Sabbiadoro l’assemblea dei soci di Lignano Vacanze dove ci confronteremo sui dati e sull’andamento della stagione che sta andando a finire. Parteciperà anche il direttore della Turismo FVG Sommariva che ci porterà i dati, ancora provvisori ma già significativi, della nostra località, della regione e del turismo balneare in Italia per avere una situazione contestualizzata su cui ragionare. Ho invitato anche l’Assessore Brini, il responsabile d’ambito Teghil, il presidente LiSaGest Giorgi e tutti i presidenti degli altri consorzi di Lignano in quanto riteniamo che la  relazione abbia rilevanza comune e per provare ancora una volta a rinforzare l’idea che Lignano è un sistema al quale dobbiamo dare tutti, e possibilmente insieme e coerentemente,  il nostro contributo. La porta è aperta. Luigi Sutto.

Miss a Lignano Sabbiadoro

La vincitrice del Concorso Un Volto per Fotomodella, Sara Affifella, 16enne molisana di Venafro (Isernia) è stata in vacanza a Lignano Sabbiadoro e, nel corso della finale 2012 di Amalfi, ci ha rilasciato questa piccola intervista. –“Sono stata a Lignano Sabbiadoro una settimana, nell’agosto del 2010, a Pineta; ho un piacevole ricordo della spiaggia e del mare; ero con amici e cugini e ci siamo molto divertiti. Bei locali, ottimi ristoranti e molto shopping di livello. Mi ha colpito la divisione tra le varie zone del paese, Sabbiadoro, Pineta e Riviera, località diverse tra loro. Gli abbiamo chiesto cosa suggerirebbe al nuovo Sindaco; – …magari di tentare di risolvere il problema del traffico nel fine settimana… La Miss ha giurato di tornarci ed ha fatto un passaparola con amici., Lignano è anche questa.

Jessica Marini, Sara Affifella, Martina Vagheggi alla sfilata de “I percorsi della seta” ad Amalfi.

San Michele e Bibione in Friuli Venezia Giulia

I Consiglieri di minoranza in consiglio comunale a San Michele al Tagliamento, Emiliano Teso ( che è anche consigliere provinciale, ndr) e Mauro del Sal, del PDL, hanno avviato un iter per realizzare un referendum teso a portare San Michele e Bibione in Friuli. Di seguito copia-incolliamo la relazione e la proposta di delibera per il consiglio. Grazie a Teso.

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

DI SAN MICHELE AL TAGLIAMENTO

CONSIGLIO COMUNALE – SEDUTA DEL _____________

Oggetto: Pronuncia del Consiglio Comunale ai sensi dell’art. 18 del D.L. n.

95 del 06/07/2012 convertito, con modifiche, nella legge n. 135 del

07/08/2012

** *** ***

Il Consiglio Comunale

…..

PREMESSO CHE

– il Governo nazionale in data 06/07/2012 ha emanato il decreto legge n.

95 recante “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica

con invarianza dei servizi ai cittadini”;

– il decreto legge 06/07/2012 n. 95 è stato convertito, con modifiche,

nella legge 07/08/2012 n. 135;

– la legge da ultimo citata prevede, tra l’altro, all’art. 17, i criteri in base

ai quali le Province della Repubblica saranno oggetto di riordino e,

all’art. 18, che talune Province, tra le quali quella di Venezia, siano

oggetto di soppressione, con contestuale istituzione delle relative Città

metropolitane, il cui territorio, salvi diversi pronunciamenti, spettanti

in primo luogo ai Comuni interessati, coinciderà con quello della

Provincia soppressa;

– più in particolare, l’art. 18, comma 2, della legge 135/2012, fa salvo il

potere dei Comuni interessati di deliberare, con atto del consiglio,

l’adesione alla Città metropolitana o, in alternativa, ad altra Provincia

limitrofa ai sensi dell’art. 133, comma 1, della Costituzione;

CONSIDERATO CHE

– con il d.l. 95/2012, convertito, con modifiche, nella legge 135/2012, il

Governo nazionale ha asseritamente inteso attuare gli artt. 114 e 117,

comma 2, lett. p) della Costituzione; dare vita, cioè, ad un ente locale

già da tempo previsto dalla legge costituzionale (a partire dalla riforma

costituzionale operata dalla l. cost. 3/2001) e ordinaria (sin dalla legge

142/1990), per l’appunto le Città metropolitane;

– le modalità con le quali il Governo ha operato, ed i risultati normativi

cui è pervenuto, non sembrano, tuttavia, rispondere alle finalità

dichiarate;

– il dibattito e le prospettive di creazione delle Città metropolitana

avevano da sempre inteso dar vita ad un ente territoriale

comprendente, oltre ad una grande città, altri comuni ad essa

strettamente integrati per questioni economiche, sociali e di servizio,

nonché culturali e territoriali;

– in tale ultimo senso andava, peraltro, il progetto fatto proprio dalla

Regione Veneto con la L.R. 36/1993, inteso a dar vita alla Città

metropolitana di Venezia quale comprendente gli attuali Comuni di

Venezia, Marcon, Mira, Quarto d’Altino e Spinea;

– per quanto riguarda, in particolare, la creazione delle Città

metropolitane, come da ultimo delineata dal D.L. 95/2012, l’istituenda

Città metropolitana di Venezia non appare connotarsi per

2

l’integrazione economica, sociale, di servizio, culturale e territoriale,

presentando, per contro, sotto tutti tali aspetti, notevoli disomogeneità;

– per quanto riguarda i servizi al cittadino va anzi osservato, in senso

contrario, che il Governo nazionale, alla seduta del 10/08/2012, ha

dato via libera allo schema di decreto legislativo prevedente la

soppressione di tutte le sedi distaccate di Tribunale presenti nel

territorio nazionale e che, nel progetto dell’esecutivo, la circoscrizione

attualmente facente capo alla sezione distaccata di Portogruaro del

Tribunale di Venezia è destinata ad essere accorpata a quella del

Tribunale di Pordenone;

– il territorio del c.d. Veneto Orientale, come anzidetto, non presenta

caratteri di integrazione economica, sociale, di servizio, culturale e

territoriale con il resto della Provincia di Venezia, presentando,

invece, tali caratteristiche, con i territori confinanti della Regione

Friuli-Venezia Giulia

CONSIDERATO ALTRESI’ CHE

– la riforma del Titolo V della Costituzione operata dalla legge

costituzionale n. 3 del 2001 ha posto sullo stesso piano, all’art. 114,

tutti gli enti facenti parte della Repubblica, cioè, nell’ordine: Comuni,

Province, Città metropolitane, Regioni, Stato;

– tali enti distinguono essi stessi e le funzioni da loro concretamente

esercitate solo in base ai criteri di sussidiarietà, adeguatezza e

differenziazione;

– la lettera della Costituzione, nel porre tutti i predetti enti su di un

medesimo livello, riconosce agli stessi un carattere di originarietà e

legittimazione che tale può essere solo in virtù della diretta investitura

elettiva dei membri degli organi rappresentativi politici di tali enti;

– pertanto, il D.L. 95/2012 convertito in legge 135/2012 appare

configgere con tali principi costituzionali, trasformando Province e

Città metropolitane in meri enti di secondo grado, senza investitura

elettiva diretta e, atteso il numero dei componenti dei nuovi consigli

provinciali e metropolitani, scarsamente rappresentativi delle

popolazioni interessate;

– lo stesso uso della decretazione d’urgenza in tale materia non appare

adeguato alla materia regolata;

– un’eventuale deliberazione negativa ai sensi dell’art. 18, comma 2, del

D.L. 95/2012 convertito in legge 135/2012 non esclude il Sindaco di

detto ente dalla c.d. conferenza metropolitana, in specie se tale voto

non sia accompagnato dalla contestuale adesione a diversa provincia

della medesima Regione ai sensi dell’art. 133, comma 1, della

Costituzione. Una previsione di esclusione di tale tipo, la quale

dovrebbe necessariamente avere carattere espresso, ad ogni buon

conto non sussiste;

– perciò, un eventuale deliberazione negativa di questo consiglio rispetto

all’adesione alla Città metropolitana di Venezia non appare

comportare l’esclusione del Sindaco dalla conferenza metropolitana;

esclusione, come anzidetto, non prevista;

3

– in forza di tutti i suesposti motivi, questo consiglio intende manifestare

la propria contrarietà all’ipotesi di adesione alla Città metropolitana di

Venezia;

– contestualmente, questo consiglio intende assumere l’impegno

politico-amministrativo di promuovere l’iter necessario al passaggio

del Comune di San Michele al Tagliamento alla Regione Friuli

Venezia-Giulia, impegnando all’uopo al Sindaco ed alla giunta

comunale a porre in essere gli atti concretamente necessari a dare

avvio al predetto iter, consentito dall’art. 132, comma 2, della

Costituzione, ivi compreso il referendum all’uopo necessario ai sensi

della citata disposizione costituzionale, istituto partecipativo previsto

dall’art. 45 dello Statuto Comunale;

– il passaggio del Comune di San Michele al Tagliamento alla Regione

Friuli- Venezia Giulia si giustifica in ragione dei già esistenti e noti

caratteri di integrazione economica, sociale, di servizio, culturale e

territoriale, anche alla luce della già esistente unità del territorio della

Provincia di Pordenone e della quasi totalità dei comuni portogruaresi

nella Diocesi di Concordia-Pordenone e nell’imminente unità di tali

territori per quanto afferisce l’amministrazione della giustizia

*** *** ***

Tutto ciò premesso e considerato, il Consiglio Comunale

DELIBERA

1. la non adesione del Comune di San Michele al Tagliamento

alla Città metropolitana di Venezia;

2. di promuovere il referendum previsto dall’art. 132, comma 2,

della Costituzione al fine di ottenere il distacco del Comune di

San Michele al Tagliamento dalla Regione Veneto e la sua

aggregazione alla Regione Friuli-Venezia Giulia, ponendo al

corpo elettorale comunale il seguente quesito “Volete che il

territorio del Comune di San Michele al Tagliamento sia

staccato dalla Regione Veneto ed aggregato alla Regione

Friuli- Venezia Giulia?”;

3. di impegnare il Sindaco e la giunta a porre in essere ogni atto

necessario all’indizione ed all’espletamento del predetto

referendum nonché di ogni altro atto volto e perfezionare l’iter

legale per il distacco del Comune di San Michele al

Tagliamento dalla Regione Veneto e la sua aggregazione alla

Regione Friuli – Venezia Giulia.

 

 

..e la relazione…………

San Michele al Tagliamento, 06/09/2012

Al Signor Sindaco del Comune di San

Michele al Tagliamento

Sig. Pasqualino Codognotto

Al Signor Segretario Generale del

Comune di San Michele al Tagliamento

Dott. Alessandro Androsoni

*** *** ***

RELAZIONE ILLUSTRATIVA

allo schema di deliberazione allegato, ad oggetto: Pronuncia del Consiglio

Comunale ai sensi dell’art. 18 D.L. n. 95 del 06/07/2012 convertito, con

modifiche, nella legge n. 135 del 07/08/2012

La presente relazione accompagna la proposta di deliberazione, unitamente

depositata dai sottoscritti consiglieri, avente ad oggetto la “pronuncia del

Consiglio Comunale ai sensi dell’art. 18 d.l. n. 95 del 06/07/2012 convertito,

con modiche, nella legge n. 135 del 07/08/2012”: pronuncia cui il Consiglio

Comunale di San Michele al Tagliamento dovrà provvedere proprio in forza

della citata disposizione.

Si tratta, in sostanza, dell’espressione di volontà che il Comune di San

Michele al Tagliamento, tramite l’organo consiliare, è chiamato a manifestare

in ordine all’adesione alla Città metropolitana di Venezia, che l’art. 18,

comma 2, del d.l. 95/2012 ha ideato, salvo diversi pronunciamenti dei consigli

2

comunali interessati, come coincidente con l’attuale territorio della Provincia

di Venezia: ente, quest’ultimo, destinato a soppressione in forza della

disposizione medesima.

E’ opinione dei sottoscritti consiglieri che la normativa ideata dal governo

nazionale –ci si riferisce ovviamente agli artt. 17-18 D.L. 95/2012- presenti

notevoli tratti di criticità, con buona approssimazione sconfinante

nell’illegittimità costituzione.

Al riguardo, sono necessarie alcune premesse di ordine costituzionale e

ordinamentale.

A mente dell’art. 18, comma 1, d.l. 95/12 il governo ha asseritamente inteso

attuare gli artt. 114 e 117, comma 2, lett. p) della Costituzione; dare vita, cioè,

ad un ente locale già da tempo previsto dalla legge costituzionale e ordinaria,

per l’appunto le Città metropolitane.

V’è da osservare, a nostro modo di vedere, che il provvedimento presta il

fianco ad almeno due serie censure di costituzionalità:

a) dal punto di vista formale e procedimentale, è assai dubbio che la

decretazione d’urgenza sia strumento idoneo ad affrontare temi quale

l’ordinamento degli enti locali. Soprattutto, non si scorgono i profili di

necessità ed urgenza, previsti dall’art. 77 Cost., per intervenire in materia con

tale fonte. La linea del governo è, giocoforza, sostenere che la grave

situazione di dissesto finanziario del nostro Paese, legittima l’esecutivo ad

intervenire con lo strumento d’urgenza al fine di perseguire il risanamento.

Tuttavia, è sin troppo agevole osservare che, per quanto qui interessa, la

3

soppressione degli organi elettivi delle Province importa un risparmio

talmente risibile da non legittimare l’emanazione del decreto-legge;

b) dal punto di vista sostanziale e ordinamentale, l’impianto del Titolo V della

Costituzione (post l.cost. 3/2001) pone tutti gli enti territoriali che formano la

Repubblica in una situazione di parità. Essi si distinguono in base ai principi

di adeguatezza, differenziazione e sussidiarietà, solo in base alle funzioni di

cui effettivamente dispongono e che possono concretamente esercitare. Da

questo punto di vista, i commi 1 e 2 dell’art. 114 Cost. sono particolarmente

significativi, in quanto:

– formano la struttura della Repubblica in senso piramidale, ponendo i

Comuni alla base si essa, e quindi, a salire, Province, Città metropolitane,

sino, infine, alle Regioni;

– presuppongono, proprio perchè enti posti su di un piano di parità, che

ciascuno di essi abbia tratti di “originarietà” che, nel nostro ordinamento, non

possono che essere dati dal passaggio elettorale: enti, cioè, i cui organi

rappresentativi sono direttamente formati dal corpo elettorale attraverso una

votazione. Sicchè, a nostro avviso, questo è il motivo dirimente per il quale la

disciplina di cui agli artt. 17-18 del d.l. 95/12 stride palesemente con il dettato

costituzionale, trasformando surrettiziamente Province e Città metropolitane

in niente più che meri enti di secondo grado, il cui consiglio ( peraltro, dato il

numero dei componenti, scarsamente rappresentativo) viene eletto dai consigli

comunali.

*** *** ***

4

V’è da aggiungere che le Città metropolitane, così come pensate dalla recente

normativa, e ferme tutte le riserve sopra manifestate, nemmeno rispondono ai

criteri che ne avevano determinato l’ideazione nell’ormai lontano 1990.

Le prospettive di creazione delle Città metropolitane avevano da sempre

inteso dar vita ad un ente territoriale comprendente, oltre ad una grande città,

altri comuni ad essa strettamente integrati per questioni economiche, sociali e

di servizio, nonché culturali e territoriali. In tale ultimo senso andava,

peraltro, il progetto fatto proprio dalla Regione Veneto con la L.R. 36/1993,

inteso a dar vita alla Città metropolitana di Venezia quale comprendente gli

attuali Comuni di Venezia, Marcon, Mira, Quarto d’Altino e Spinea.

Per contro, la Città metropolitana di Venezia, come risulterebbe

dall’applicazione del D.L. 95/2012 (cioè coincidendo con l’attuale territorio

provinciale), sarebbe notevolmente disomogenea dal punto di vista

economico, sociale, di servizio, culturale e territoriale.

Per quanto riguarda i servizi al cittadino va anzi osservato, in senso contrario,

che il Governo nazionale, alla seduta del 10/08/2012, ha dato via libera allo

schema di decreto legislativo prevedente la soppressione di tutte le sedi

distaccate di Tribunale presenti nel territorio nazionale e che, nel progetto

dell’esecutivo, la circoscrizione attualmente facente capo alla sezione

distaccata di Portogruaro del Tribunale di Venezia è destinata ad essere

accorpata a quella del Tribunale di Pordenone.

Inoltre, la quasi totalità del territorio del mandamento portogruarese

(compreso il Comune di San Michele al Tagliamento) fa parte da molti secoli

della Diocesi di Concordia-Pordenone.

5

L’intero tessuto comunale e mandamentale è maggiormente integrato dal

punto di vista economico, sociale, di servizio, culturale e territoriale, con la

Regione Friuli Venezia Giulia.

*** *** ***

Se pur è vero che l’art. 18, comma 2, D.L. 95/2012, attribuisce ai consigli

comunali interessati, operando un richiamo all’art. 133, comma 1, della

Costituzione, la possibilità di optare per il passaggio a diversa provincia della

medesima Regione, sono pur altrettanto veri i seguenti punti.

Il primo: tutte le suesposte ragioni inducono il gruppo cui il sottoscritto

consigliere fa capo ad esprimere netta contrarietà all’adesione del Comune di

San Michele al Tagliamento alla Città metropolitana di Venezia.

Il secondo: il voto contrario rispetto all’adesione alla Città metropolitana di

Venezia non fa venir meno, eo ipso, la partecipazione del Sindaco alla

conferenza metropolitana che ne formerà lo statuto, non comportando il mero

voto contrario la non partecipazione dell’ente all’istituenda Città

metropolitana. Una tal esclusione non è normativamente prevista, sicchè non

possono nutrirsi timori di tal fatta.

Anzi, è da dire che gli stessi pronunciamenti consiliari previsti dall’art. 18,

comma 2, D.L. 95/12 non assumono necessariamente carattere vincolante per

Regioni e Stato. Infatti, anche tenuto conto del processo di riordino delle

Province ex art. 17 d.l. 95/2012, alcuni territori potrebbero comunque essere

accorpati ad altre entità provinciali.

Nel contempo rimane ferma e garantita la possibilità di intraprendere il, pur

più pesante, iter diretto al passaggio ad altra Regione.

6

*** *** ***

Ad avviso di chi scrive, ad ogni buon conto, il segnale politico delle

contrarietà dell’ente ad un processo di riforma degli enti locali così ideato, è

non solo opportuno, ma necessario ed imprescindibile.

Contestualmente al voto negativo rispetto all’adesione alla Città

metropolitana, il Comune di San Michele al Tagliamento, per il tramite del

consiglio, votando positivamente lo schema di delibera allegato, può decidere

di dare il via all’iter per il distacco del Comune di San Michele al

Tagliamento dalla Regione Veneto ed il suo passaggio alla Regione Friuli-

Venezia Giulia (la legge costituzionale consente solo di esprimere la volontà

di passare ad altra Regione, non anche indicare a quale Provincia della stessa):

primo tra i passaggi di tale iter, indire un Referendum tra la popolazione di

San Michele al Tagliamento con il seguente quesito: “Volete che il territorio

del Comune di San Michele al Tagliamento sia staccato dalla Regione Veneto

ed aggregato alla Regione Friuli- Venezia Giulia?”.

Chiariti tutti tali aspetti, non si scorgono ragioni di alcun tipo che precludano

la messa al voto, nella prossima seduta consiliare -per l’appunto dedicata al

voto previsto dall’art. 18 D.L. 95/2012- della delibera allegata.

Distinti saluti,

Mauro Del Sal Emiliano Teso

Guarda anche

CECILIA SCERBANENCO DA MILANO A LIGNANO SABBIADORO

Traduttrice, laureata in filosofia medievale, figlia di Giorgio Scerbanenco scrittore e giornalista che non ha …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *