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Consiglio Comunale: resistenza stoica dell’opposizione e fuggi fuggi della maggioranza. ( di Serena Camillo)

Dopo circa sei ore di riunione il Consiglio Comunale è riuscito ad affrontare appena otto dei numerosi argomenti spinosi dell’ordine del giorno…. e direi che sono bastati a sollevare gli attriti fra le controparti ma anche ad evidenziare le discontinuità all’interno delle coalizioni stesse.

Partiamo dalla coda: la questione che ha portato la situazione ai massimi estremi si riassume della mozione dell’opposizione in merito alle controversie relative alla nomina del presidente dell’attuale Società d’Area. Per riepilogare in poche parole il fatto, a quanto pare il Sindaco circa un anno e mezzo fa dopo un’iniziale propensione per l’ex presidente Vacondio  ha indicato invece la sua preferenza nella nomina del presidente della società d’area per il segretario di Partito PDL Ennio Giorgi, imputando l’improvviso cambio di rotta a delle  presunte irregolarità nella precedente gestione e negando dunque qualsiasi interesse di tipo politico. Questa sorta di calunnia velata all’onestà dell’ex presidente della Società d’Area è rimasta fino ad oggi infondata: il Sindaco non rimangia le sue affermazione e dall’altro canto non sono comparse prove che sostengano le accuse.

L’attuale maggioranza, attraverso il portavoce Assessore Sette, si è dichiarata incapace di giudicare la mozione che ha come oggetto l’ onorabilità di Vacondio per mancanza di documenti che possano testimoniare l’una o l’altra ipotesi e ha invitato l’intero consiglio a nominare una commissione d’inchiesta che si occupi di indagare sul caso aggiungendo che potrebbero essere necessari degli approfondimenti giudiziari. Unica voce fuori dal coro è stata quella di Bosello, che al contrario dei suoi colleghi della maggioranza, afferma di aver letto bene gli atti relativi al caso, a quanto pare difficilmente reperibili, e desiderava affrontare in giornata una questione che si trascina da ormai un anno e mezzo. L’atteggiamento discordante non è piaciuto a Ambrosio che ha appellato direttamente il Sindaco chiedendo se davvero vuole continuare a dare la sua fiducia all’assessore Bosello che in più occasioni ha espresso un parere autonomo, anche se quest’ultimo, afferma di non aver mai dissentito sugli argomenti relativi al programma elettorale. Il Sindaco ha evitato di rispondere, ha divagato lasciando parlare gli altri, come del resto ha fatto in più momenti, anche quando gli è stato chiesto esplicitamente di decidere se sospendere il Consiglio o andare avanti dopo i lunghi, e permettetemi estenuanti, interventi volti a decidere se procedere al giudizio della mozione oppure no.

L’opposizione, in particolare Trabalza, ha definito “incostituzionale” il rifiuto a voler discutere una mozione, in altre parole lo strumento principale della controparte, soprattutto considerando il fatto che la mozione stessa è stata presentata a giugno e quindi c’è stato tutto il tempo per scegliere di approfondire i fatti in altri termini, senza dover arrivare al Consiglio per dire che non ci sono sufficienti elementi per giudicare. L’opposizione non si è mossa di un passo dalla sua posizione, non ha ceduto nemmeno dopo il “fuggi fuggi” generale di gran parte della maggioranza (eccetto Bosello, Sette, Donà e Iermanno), che è rientrata dopo circa una ventina di minuti per votare una modifica del testo della mozione che è stata proposta dall’assessore Sette per salvaguardare la loro posizione di giudici..  MI piacerebbe poter dire che è una mia fantasia… ma purtroppo è la realtà: ebbene sì, se ne sono andati davanti allo sconcerto del pubblico dei cittadini e poi sono rientrati per raggiungere la maggioranza. L’opposizione ha risposto con lo stesso giochetto: ha alzato i tacchi e se né andata, rifiutandosi di votare la modifica alla loro mozione. Quindi nessuna decisione.

Fra gli altri temi caldi c’è stata la retrocessione dell’EFA alla convenzione stipulata con l’Amministrazione Comunale che aveva per oggetto la cessione del terreno dove è stata costruita la caserma dei carabinieri in cambio dell’autorizzazione alla costruzione di nuove strutture che contribuissero a dare luce alla località di Lignano. Il mancato accordo ha creato non poche questioni che spaziano dalle accuse di Ciubej volte all’Amministrazione Comunale sulle responsabilità del mancato accordo fino ad arrivare alle risposte a tono dell’Assessore Donà, che dichiara di essersi occupato di prima persona delle trattative e di aver fatto il possibile per spingere l’accordo. Si è parlato dei privilegi di cui ha sempre goduto l’ente di carattere religioso rispetto agli altri privati fino ad arrivare alle constatazioni sui diritti di cui ha goduto l’EFA (la costruzione del palazzetto dello sport, della piscina, dei parcheggi) senza onorare però i propri doveri nei confronti dell’Amministrazione. In un punto sia opposizione che maggioranza si sono trovate d’accordo: il mancato accordo rappresenti una “sconfitta” per l’Amministrazione Comunale, soprattutto se si considera il tempo, il denaro e le risorse impiegate per mettere a punto le trattative del piano EFA che duravano ormai da cinque anni. E i lignanesi pagano.

Fra le varie proposte di soluzione c’è quella di Fanotto di effettuare un’occupazione d’urgenza e poi in seguito pagare l’indennizzo e di chiedere un risarcimento per il mancato assolvimento degli accordi pre-contrattuali, si è parlato, poi, di approvare una variante al piano regolatore per bloccare lo sviluppo edile dell’EFA ed evitare l’eventuale presentazione di un nuovo piano particolareggiato. Più accomodante, invece, l’assessore Teghil che riconosce il valore che EFA ha conferito a Lignano negli anni con le sue strutture e propone di non chiudere i ponti.  Ad ogni modo la soluzione più quotata è l’espropriazione del terreno dietro pagamento di una cifra ancora indefinita che secondo le stime indicative di Donà, basate su non si capisce bene cosa, potrebbe aggirarsi attorno ai 150 mila euro, si arriverebbe così ad archiviare così l’accaduto come un errore tattico da non ripetere in futuro e si potrebbe proseguire con la costruzione del Pronto Soccorso.

Terza questione: perché la nuova caserma dei carabinieri è ancora in stand by? Secondo l’intervento dell’architetto che si è occupato della progettazione della struttura, è tutta colpa della solita “follia burocratica” come l’ha definita Rodeano.

A quanto pare l’edificio, che risulta agibile da maggio, necessita di un perfezionamento del contratto di locazione…. e per fare ciò l’agenzia del demanio ha bisogno d’innumerevoli documenti da parte della prefettura (fra cui il certificato di anti mafia), certificati che a quanto pare erano già stati consegnati all’inizio di tutto l’iter visto che la costruzione nasce da un contributo regionale. Insomma, dalle scartoffie non si scappa.

Bilancio generale di sei ore di Consiglio: troviamo un’opposizione in piede di guerra che spara a raffica sull’attuale Giunta, una maggioranza discontinua che si avvale di due o tre personalità che contrattaccano e un Sindaco in traballante bilico.

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