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marano e lignano, robinson, mozione del PDL e Lega

Latisana e Lignano insieme

Sembra strano, ma succede, e per di più contro Marano Lagunare. Ricordiamo che 2/3 di Aprilia Marittima è sotto il Comune di Marano Lagunare e un pezzetto di Punta Faro è pure sotto Marano Lagunare, eppure i tre comuni sono per mani di avvocato. Motivo: la pesca. Una vecchia ordinanza del 2001 dei maranesi praticamente impediva ai latisanesi e ai lignanesi di pescare nelle acque della Laguna di Marano. Ricorso e contro ricorso, Latisana e Lignano si sono messi assieme per contestare quell’impedimento. Ora siamo arrivati che Marano è ricorso dopo il TAR ora in Cassazione e Latisana e Lignano hanno affidato congiuntamente ad uno studio legale la difesa. Vogliamo pescare anche noi, e pare che ne abbiamo diritto. Almeno speriamo.

Domenica 2 dicembre 2012, inaugurazione del nuovo negozio ROBINSON a Portograuaro (Venezia); in Viale Trieste 114-116

Evento in collaborazione con il Kandoo Cafè di Lignano Pineta, dj set Albert Marzinotto

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Caro Cocal, Per Vostra conoscenza ed anche in relazione al Vostro garbato richiamo pubblicato l’11 novembre scorso, invio copia della mozione presentata sull’argomento dai gruppi di opposizione. Da un primo esame dell’ o.d.g. del Consiglio convocato per il 27 c.m. (al punto 14 del testo da Voi pubblicato ieri) deduco che, quantomeno, siamo riusciti ad ottenere la rettifica della deliberazione n. 86, assunta dalla maggioranza nella seduta del 30 ottobre. Rimango a disposizione, unitamente ai colleghi dei suddetti Gruppi, per eventuali delucidazioni e porgo con l’occasione cordiali saluti. V. Petiziol

Ecco la mozione.

Lignano Sabbiadoro, lì 19 novembre 2012 – Al Signor Sindaco Della Città di LIGNANO SABBIADORO

Oggetto:    Mozione in ordine alla determinazione degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione e relativi provvedimenti conseguenti.  Il sottoscritti Consiglieri comunali di opposizione Carlo Teghil, Silvano Delzotto, Marco Donà, Giovanni Iermano, Vittorino Petiziol, appartenenti al gruppo consiliare de Il Popolo della Libertà e Graziano Bosello, appartenente al gruppo consiliare della Lega Nord

PREMESSO CHE

1.      In data 30 ottobre 2012 è stata assunta dal Consiglio Comunale, con il voto contrario dei gruppi consiliari qui rappresentati, la deliberazione n. 86, avente ad oggetto “Approvazione tabelle parametriche per la determinazione degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione ai sensi dell’art. 29, c. 5 della L.R. n. 19/2009”;

2.      La predetta deliberazione (punto 9 del deliberato), oltre ad approvare le citate tabelle, comporta l’automatica ed anticipata entrata in vigore, rispetto alla scadenza di legge, delle definizioni dei parametri edilizi e di quelle delle destinazioni d’uso contenute nella L.R. 19/2009, che pertanto si sostituiscono a quelle contenute nel vigente PRG;

3.      Essa altresì (punto 10 del deliberato), avvalendosi della facoltà riconosciuta dal regolamento attuativo della legge regionale, interviene sulla normativa urbanistica (e segnatamente sull’art. 33, lettera A, comma 1 del PRG), riguardo alla determinazione del piano di riferimento per il calcolo delle altezze dei fabbricati ma, anziché confermare, come si sarebbe potuto, quanto già previsto dal vigente PRG, adotta un criterio diverso, il quale, rispetto al precedente, viene a determinare una situazione penalizzante nel caso dei terreni posti a quota inferiore a quella stradale, il che peraltro con ogni evidenza contrasta con le note esigenze di prevenire e ostacolare potenziali allagamenti;

4.      Essa inoltre, nella tabella 1 ivi allegata, riporta le incidenze previste per il caso con indice di edificabilità minore di 1, mentre omette il caso con indice compreso fra 1 e 3 e quello maggiore di 3;

5.      Essa, infine, tralascia di applicare alcune facoltà (quali i tempi ed i modi dell’allineamento dei valori tabellari) ed alcuni istituti previsti dalla norma regionale, quali la possibilità e la misura della compensazione fra le diverse componenti del contributo (urbanizzazione primaria, urbanizzazione secondaria, costo di costruzione), la possibilità di monetizzazione degli standard laddove non reperibili in sito, nonché l’opportunità di specificare il costo di costruzione per le attività turistiche, commerciali e direzionali (art. 32, c. 2 del regolamento);

6.      Nel corso dell’illustrazione in Consiglio, da parte dell’Assessore competente era stata manifestata un certa apertura e disponibilità a sviluppare valutazioni ed introdurre aggiustamenti, anche per singole categorie;

7.      In chiusura della discussione ed in risposta alle osservazioni formulate dai banchi della minoranza, da parte del medesimo Assessore è stata invece esclusa l’ipotesi di rinvii, mentre da parte del Sig. Sindaco è stato sostanzialmente asserito che:

a.      L’iscrizione all’ o.d.g. della proposta non è stata determinata da ragioni di gettito (anche se poi si è espresso per la necessità di aumentare gli introiti del Comune), bensì da esigenze di adeguamento normativo, in primo luogo per rispettare i termini imposti dalla regione, ma anche per obblighi di natura erariale, stante il lungo tempo trascorso dall’adozione delle precedenti tabelle;

b.      Le possibilità di manovra consentite al Comune sono solo quelle dell’applicazione della riduzione del 30% (peraltro applicata in delibera nella misura massima indifferenziatamente per tutte le destinazioni) e non altre;

CONSIDERATO CHE

1.      Il voto contrario della minoranza è stato motivato dalla complessità delle tematiche in argomento, in rapporto al ristretto tempo a disposizione ed alla conseguente mancata possibilità di adeguata ponderazione, nelle idonee sedi e anche mediante opportuni calcoli e simulazioni, dei contenuti sia economico-finanziari sia tecnico-urbanistici della proposta (si rimarca che all’apertura degli uffici il giorno venerdì 26 ottobre nulla era in cartella, per cui ai consiglieri sono rimasti a disposizione meno di tre giorni lavorativi, compreso quello della seduta) di talché, dopo aver comunque formulato, in sede di discussione, una serie articolata di osservazioni e di proposte (peraltro non accolte), non si è ritenuto di poter condividere il documento della maggioranza, ritenendolo intempestivo ed anche incompleto per tutto quanto detto durante il dibattito;

2.      In particolare, riguardo all’entrata in vigore delle definizioni, non si giustifica l’anticipazione dell’applicazione di quelle regionali, rispetto a quelle del PRG, quando:

a.      Non risulta operata alcuna valutazione sulla effettiva portata di tali modifiche, in primo luogo quella riguardante il metodo di calcolo della volumetria (la quale, secondo calcoli approssimativi, per effetto della delibera viene ad essere incrementata di circa il 20% per le nuove costruzioni e viceversa viene ad essere ridotta nel caso delle ristrutturazioni (poiché alcune tipologie di locali esistenti, precedentemente conteggiati nell’indice di edificabilità, d’ora in avanti non lo saranno più e perciò non potranno essere ristrutturati né rinnovati, se non per uso accessorio), né tantomeno risultano intraprese iniziative volte a riequilibrare (anche nel senso del contenimento delle espansioni edificatorie e di incentivo alla ristrutturazione e all’ammodernamento del patrimonio edilizio esistente più volte ribadito nei programmi elettorali della maggioranza) gli indici di edificabilità;

b.      Sono state da più parti rilevati dubbi interpretativi ed incongruenze applicative riguardo alle definizioni regionali in argomento, tant’è che si hanno fondate notizie di possibili proroghe della data di entrata in vigore (attualmente fissata nel 18.12.2012), in relazione a possibili modifiche del regolamento attualmente allo studio in sede regionale;

c.      A quanto consta, sono ben pochi i Comuni che hanno applicato le nuove tabelle (fra questi Udine, ma solo dopo aver operato l’adeguamento degli indici edificatori di cui sopra sub. “a”) mentre altri, che pur hanno già adeguato gli indici (fra questi, la vicina Latisana), stanno ancora studiando la problematica, sia nell’ottica delle citate proroghe sia partecipando ad un gruppo di lavoro informale, costituito fra più comuni Udine compresa, allo scopo di evidenziare le problematiche del caso e sviluppare adeguate simulazioni e proposte;

d.      Viceversa, oltre alla citata trattazione semplicistica della materia, in sede locale non è stato nemmeno consultato l’organo competente sulla materia e cioè la Commissione Consiliare Urbanistica, la quale si avvale peraltro di esperti che sicuramente avrebbero potuto dare gli opportuni suggerimenti per una più circostanziata e completa disamina e soluzione della questione;

3.      Ugualmente, ad onta dei declamati principi di partecipazione, non è stata sentita la Commissione Consiliare Urbanistica anche in ordine all’introduzione di una norma, quella sul metodo di calcolo delle altezze, che va a modificare quanto previsto dal PRG e sulla quale il regolamento regionale demanda al Consiglio Comunale di esprimersi;

4.      La mancata previsione di tutte le casistiche di cui alla Tabella 1 del regolamento nell’omologa Tabella della delibera, oltre a costituire un potenziale vizio dell’atto, omettendo due casi comportanti importi sensibilmente inferiori a quelli adottati, contraddice palesemente e vanifica l’asserzione, riferita dalla stampa, che l’amministrazione comunale si è messa al lavoro per concedere il massimo sconto possibile a tutte le categorie; lo stesso dicasi per le riduzioni per fonti rinnovabili, le quali sono state applicate nella misura intermedia del 25%, rispetto al 50% ammissibile secondo la Regione (e anche queste in maniera indifferenziata per tutte le destinazioni, mentre si poteva graduarne l’applicazione, come invece è stato correttamente fatto per le riduzioni afferenti l’edilizia sostenibile);

5.      L’assenza di provvedimenti su quanto indicato al punto 5 delle premesse (ad esempio, riguardo alla monetizzazione, si ricordino antiche problematiche locali sul punto, fra tutte quelle della lottizzazione “Punta Faro”), non avvalendosi dei nuovi istituti introdotti dalla Regine, fa perdere un’importante occasione di perequazione fra i diversi casi di intervento e di proficua soluzione di problematiche applicative più volte emerse sia per gli interventi diretti sia per quelli soggetti a convenzioni urbanistiche, comportando altresì potenziali mancati introiti per l’Ente;

6.      Le tabelle applicate comportano un drastico aumento degli oneri concessori nel caso degli alberghi (+ 100%, come ammesso dal Sig. Sindaco sulla stampa), con una più modesta incidenza (+ 26% in media, sempre secondo il Sig. Sindaco) riguardo alle abitazioni, seconde case comprese;

7.      Il semplice adeguamento Istat, previsto e consentito dal regolamento nelle more dell’adozione delle nuove tabelle, sempre secondo i dati riferiti dal Sig. Sindaco, avrebbe viceversa comportato un aumento di circa il 36% uguale per tutti, senza perciò favorire le residenze in genere e viceversa penalizzare le strutture ricettive;

8.      Riguardo alla residenza stabile, l’applicazione delle nuove tabelle comporta che un nuovo intervento abitativo (normalmente in zona C) si trovi a pagare esattamente il doppio rispetto ad un intervento di seconde case in zona B (tipo quelli che alcuni concittadini sono soliti definire come “i siluri”) e tanto quanto le predette seconde case in zona G1, il che è da ritenersi evidentemente penalizzante;

9.      Contrariamente a quanto asserito dal Sig. Sindaco, non si rinvengono disposizioni che prevedano una precisa scadenza per l’adozione delle nuove tabelle, per cui non si comprende per quale ragione abbia Egli ritenuto comunque di ricorrervi, se non per gli asseriti aspetti di natura erariale;

10.    Sotto tale profilo, se è vero quanto riferiscono gli Uffici, e cioè che storicamente gli alberghi concorrono per circa 1/5 del gettito della cd. “Bucalossi” ed il residenziale concorre per circa 4/5, facendo la media ponderata dei valori incrementali riferiti dal Sig. Sindaco, si ha che l’incremento medio ponderale dato dalle nuove tabelle, rispetto a quelle precedenti, risulta essere del 40,8%, quindi ben poco diverso dal 36% che si sarebbe avuto con l’adeguamento Istat (che poi diventa del 37,2% se si usano i dati aggiornati reperibili sul sito dell’Istituto), il che avrebbe consentito di risolvere ugualmente le problematiche di gettito caricandone l’onere quantomeno in parti uguali e non sproporzionate a svantaggio delle strutture ricettive ed a vantaggio degli interventi immobiliari di tipo speculativo (ma allora ci si chiede se occorreva tutta questa “confusione” per recuperare un modesto 3% scarso);

11.    Anche nell’ipotesi a favore dell’applicazione delle nuove tabelle, contrariamente a quanto asserito dal Sig. Sindaco, la norma regionale contempla non solo la possibilità di riduzione del 30%, ma anche altri spazi di manovra attribuiti al Consiglio comunale, i quali avrebbero potuto essere applicati in maniera graduata e non indifferenziata per tutte le destinazioni (in particolare ci si riferisce ai coefficienti correttivi di cui alla tabella 3 del decreto e della delibera);

12.    Se è vero che occorreva provvedere per ragioni di adeguamento normativo (leggi: gettito) e che in delibera sono stati applicati i valori minimi (salvo quanto detto al precedente punto 4), non si comprende allora il perché, mediante la mancata applicazione di quanto detto al punto precedente, sia stata persa l’occasione per chiedere un ragionevole maggior contributo a quei tipi d’intervento (e cioè a quelli di natura prettamente “immobiliare” e non “gestionale”) che, da parte dell’attuale maggioranza, sono stati più volte giudicati come privi di ritorno economico per la località;

13.    Molte delle problematiche qui sommariamente trattate afferiscono ad aspetti valutativi e programmatici sostanzialmente non dissimili fra loro, presenti sia nel programma elettorale dell’attuale maggioranza sia in quelli dei sottoscritti gruppi di opposizione;

14.    Da ciò ne consegue la finalità collaborativa delle presenti note, pur nell’indiscussa differenza dei rispettivi ruoli, nonché ne consegue ogni disponibilità dei sottoscritti Consiglieri per un costruttivo approfondimento della materia, in coerenza con le posizioni espresse nei suddetti programmi;

15.    Non da ultimo, l’entità delle problematiche qui trattate, se è vero che monetariamente comporta solo cifre di qualche centinaio di migliaia di euro, perciò si dirà non molto significative sul bilancio comunale complessivo, è altrettanto vero che la nostra città viene a porsi, per le dimensioni in gioco, ai primi posti a livello regionale, al pari o anche sopra alcuni capoluoghi di provincia, il che suggerisce atteggiamenti meno fatalisti e più partecipativi anche nelle sedi ove si discutono e si formano i provvedimenti in questione;

TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO, I sottoscritti Consiglieri PROPONGONO Al Consiglio Comunale l’approvazione della mozione che segue.

“““““ Oggetto:      Mozione in ordine alla determinazione degli oneri di urbanizzazione e del costo di costruzione e relativi provvedimenti conseguenti.

Il Consiglio Comunale, Vista la mozione presentata dai Consiglieri Teghil, Bosello, Delzotto, Donà, Iermano e Petiziol; Uditi gli interventi dei Consiglieri intervenuti nel dibattito; Ravvisata l’opportunità di approfondire le problematiche inerenti l’applicazione degli oneri connessi con il rilascio dei permessi di costruire e di meglio integrare la stessa con l’applicazione di alcuni altri e connessi istituti previsti dalla Legge regionale 11.11.2009, n. 19 intitolata “Codice Regionale dell’Edilizia” nonché dal relativo Regolamento di attuazione approvato con D.P.Reg. 20.01.2012 n. 018/Pres., compresa l’applicazione delle nuove definizioni dei parametri edilizi e le conseguenze che questi determinano riguardo alla capacità edificatoria prevista dal PRG ed alla realtà urbanistica della città;

Visto il D.Lgs. 18.08.2000, n. 267;

Visto lo Statuto Comunale; IMPEGNA Il Sig. Sindaco a:

1.      Operare un congruo approfondimento sulle problematiche segnalate, attivandosi per finalità non solo conoscitive ma anche propositive riguardo all’evoluzione in atto del quadro normativo regionale, anche in collaborazione con i Comuni che già si sono organizzati in tal senso, in maniera da far presenti e da far valere, nella debite sedi, le esigenze e le peculiarità della nostra Città;

2.      Favorire, allo scopo, un’ampia partecipazione sulle predette questioni, di rilevante impatto sulla località, non solo delle rappresentanze politiche ed in primo luogo della Commissione Comunale Urbanistica, ma anche delle categorie a vario titolo interessate e del pubblico, non tanto e non solo sugli aspetti prettamente economici ma soprattutto sugli aspetti di natura urbanistica e programmatica;

3.      Valutare urgentemente se i vizi segnalati, e segnatamente l’omesso recepimento di alcune delle casistiche di cui all’Allegato C Tabella 1 del citato Regolamento, non impongano la revoca o comunque la modifica della deliberazione consiliare n. 86 del 30.11.2012, onde operare le necessarie integrazioni;

4.      Valutare, nel contempo, se voler nonostante tutto confermare l’applicazione delle nuove tabelle, o viceversa ed auspicabilmente procedere, come prevede il regolamento entrato in vigore nei primi mesi di quest’anno, al semplice adeguamento Istat di quelle precedenti, onde aver modo e tempo di predisporre una nuova delibera che tenga conto anche di tutti gli altri aspetti segnalati, comprese le modifiche che risultano essere attualmente allo studio in sede regionale;

5.      Svolgere le opportune valutazioni ed intraprendere le conseguenti iniziative volte a rendere congruenti le nuove definizioni dei parametri edilizi rispetto alle altre previsioni del PRG, in primo luogo gli indici di edificabilità.”””””

Con Osservanza

I Consiglieri comunali

Carlo Teghil …   Graziano Bosello…    Silvano Delzotto……Marco Donà……….Giovanni Iermano……Vittorino Petiziol

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Un commento

  1. Codromaz Alessio

    Il fatto della pesca mi sta molto a cuore e finalmente si legge che qualcuno ha iniziato ad interessarsi. La laguna è da considerarsi acqua interna, e quindi è di proprietà della regione e dovrebbe venire gestita dall ente tutela pesca, vigilanza compresa.
    Quindi se le cose andassero per il verso giusto basterebbe essere muniti della licenza di pesca rilasciata dall Etp.
    Si parlava di un pescatore a cui hanno fatto la multa perché pescava in laguna senza i famosi usi civici, lui ha fatto ricorso perché ha la licenza di pesca in acque interne ed aveva annotato l uscita sul libretto cognitivo, ha vinto il ricorso però è stato impugnato da Marano e dovranno esserci gli appelli, difficilmente Marano mollerà la “miniera” e lascerà pescare gli sportivi.
    In bocca al pesce!

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