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Martedì: Fibra; EXPO; commenti; Damiani (UTI e Tassa soggiorno)

Commenti, nei commenti

Fibra

Per sognare…. http://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/1320_nel-carso-sloveno-i-cittadini-navigano-con-fibra-nelle-case-a-1-gigabit-ecco-come.htm

EXPO

Ricevo, mediamente, due o tre comunicati al giorno che riguardano l’EXPO, da parte di aziende, o enti o associazioni che saranno presenti, in qualche modo, alla esposizione milanese che inizia tra due mesi. Indubbiamente Governo e Regioni puntano molto su questa rassegna e, di conseguenza, i privati si aggregano per sfruttarne le potenzialità. Bene ha fatto Damiani a spingere sull’EXPO, ma non pare di vedere una freschezza ed immediatezza di idee da parte di questo territorio, e parlo non solo di Lignano, ma anche dell’entroterra.

L’OPINIONE SULLE UTI di Luigi Damiani

Non sono mai stato d’accordo con Stefano Mazzolini esponente della Lega e del turismo Tarvisiano per mille motivi, ma recentemente in un articolo sulla stampa locale, Stefano Mazzolini ha dichiarato che i comuni con vocazione turistica devono rimanere fuori dalle UTI.

Su quanto affermato da Mazzolini per la prima volta mi trovo d’accordo, in quanto le località a vocazione turistica come possono essere quelle del Tarvisiano, Piancavallo, Grado , Lignano ed altre hanno esigenze molto diverse dalle località che farebbero parte delle UTI stesse. Credo che le località a vocazione turistica inserite nelle rispettive UTI sarebbero penalizzate. Queste località oltre ad avere introiti importanti derivanti da Imu , Tasi, Tari etc, hanno anche bisogno di fare investimenti in termini di promozione e comunicazione. Sono fermamente convinto che le località turistiche per alcuni aspetti come la scuola , la sanità , i servizi sociali, etc potrebbero far parte delle UTI, mantenendo però una loro autonomia sul resto. Ritengo che far parte delle UTI potrebbe essere un danno per i comuni turistici. E’ altresì vero che la regione propone un taglio del 30% dei finanziamenti per i comuni che non partecipano alle UTI, e questo penalizzerebbe non poco le località come Lignano, ma è altresì vero che comuni turistici come Lignano contribuiscono in maniera notevole nei ristorni economici regionali. La cosa migliore sarebbe trovare una mediazione. E’ vero che Lignano come altre località turistiche attingono anche dai territori circostanti come ad esempio personale stagionale, prodotti agricoli etc ma questo non giustifica l’operazione UTI per i comuni turistici. Nella UTI che comprende Lignano il comune di riferimento dovrebbe essere Latisana, e questo credo che a moltissimi lignanesi non vada bene, dopo le battaglie del 1959 per diventare comune autonomo proprio staccandosi da Latisana. Credo che Mazzolini questa volta abbia proprio ragione. I comuni turistici devono rimanere fuori dalle UTI, Lignano per prima. Luigi Damiani

TASSA DI SOGGIORNO di Luigi Damiani

Abbiamo perso un altro anno e molte risorse economiche per non avere ancora inserito nella nostra regione la tassa di soggiorno. Credo che la Regione dovrà decidersi al più presto ad inserire questa tassa che è presente in tutte le altre regioni d’Italia. La regione deve cambiare la legge regionale e dare la possibilità ai comuni che vogliono inserirla che questo accada. Non deve essere un obbligo per il comune ma una scelta se applicarla oppure no. Inutile che Federalberghi e Confcommercio si ostinino a dire che questo è un plus per la nostra regione in ambito turistico. Ormai gli italiani ma anche gli stranieri sono abituati a pagarla ovunque vadano, in Italia e all’estero. In alcune città di rilevanza turistica si è arrivati anche ai 4-5 euro al giorno, a Lignano ovviamente non sarebbe così. Però se si partisse con una tariffa da 20-30 centesimi al giorno per persona per i campeggi e poi a salire negli alberghi a seconda delle stelle fino a un massimo di 3 euro al giorno, sarebbe equo. Per gli appartamenti da un minimo di 50 centesimi al giorno per posto letto occupato a un massimo di 1 euro a seconda dei servizi offerti e della qualità dell’appartamento o della villa. Gli introiti derivanti dalla tassa di soggiorno potrebbero essere divisi ad esempio 40% comune per lavori di interesse turistico e 60% destinato all’ente che si occupa di promozione , comunicazione e commercializzazione del prodotto turistico. La tassa di soggiorno è diventata un elemento irrinunciabile per lo sviluppo economico turistico di Lignano, ma di anche tutti gli altri comuni turistici della Regione Friuli V.G. Luigi Damiani

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9 commenti

  1. marco zanetti

    20 / 30 centesimi? è brutto pensare sempre in piccolo.Nuie di fa, furlans po…

    • luigi damiani

      Caro sig Zanetti forse non ha letto bene l’articolo, si passa dai 20-30 centesimi per i campeggi e si arriva in crescendo ai 3 euro per gli alberghi a 4-5 stelle.

  2. marco zanetti

    Si la tassa di soggiorno ,ma ai vool mot il cuul ance…

  3. Riguardo la tassa di soggiorno.
    A chi di competenza prima pensi a dotare la località di strutture all’altezza “Classificandole su dati oggettivi e non soggettivi” le norme ci sono basta applicarle e poi pensiamo ad introdurre una tassa di scopo che paghino tutti e non la tassa di soggiorno che pagano solo le strutture ricettive. Certo e molto più semplice riintrodurre la tassa di soggiorno. Per il resto è più semplice di quanto si pensa, basta copiare dai vicini.
    Mandi Walter F.

  4. luigi damiani

    Tassa di soggiorno. personalmente avevo proposto anche una azione di fund raising che coinvolgesse tutti . Avevo preparato anche un piano sia per il ricettivo alberghiero e appartamenti che per i commercianti ed esercenti. Ovviamente non condiviso in quanto quando c’è da mettere mano al portafoglio a Lignano è impossibile. Trovate voi un’altra soluzione che non sia la tassa di soggiorno o il fund raising. La tassa di scopo è similare al fund raising quindi non veniamola a raccontare. Il problema è che si vuole sempre l’intervento del pubblico in questo caso Regione o turismo fvg, ma ormai non ce ne per nessuno. Le casse sono praticamente vuote. Luigi Damiani

  5. Tassa di soggiorno. Al fine di togliere ogni possibilità di equivoco su di un ipotetica imposizione di una tassa di scopo riporto quanto sotto, da cui si evince che non esiste la possibilità di introdurre una tassa “a tempo indeterminato” e soprattutto non per fare promozione turistica.
    Non è corretta neanche l’affermazione secondo la quale la tassa di soggiorno viene pagata solo da ricettivo, la stessa viene pagata dai turisti, l’importo viene infatti evidenziato a parte nella ricevuta fiscale e non entra nella contabilità aziendale. Le strutture ricettive fungono da esattori di imposta per il Comune.

    Imposta di scopo comunale
    L’imposta di scopo comunale (ISCOP) è un tributo il cui gettito è destinato a finanziare opere pubbliche, eventi ad alto interesse turistico, mobilità urbana, asili, etc. È stata introdotta dal governo Prodi con la legge n. 296 del 2006 e la stessa ne disciplina le modalità di attuazione. Essa conferisce ai comuni la possibilità di finanziare il 30% del costo per la realizzazione di opere pubbliche. La legge prevede che la base imponibile dell’imposta di scopo è l’ICI con aliquota fissa 0,5 x 1000 e la sua durata non deve superare i 5 anni. Inoltre il testo legislativo indica tassativamente le opere pubbliche che possono essere finanziate da questa imposta:

    a) opere per il trasporto pubblico urbano,
    b) opere viarie, con l’esclusione della manutenzione straordinaria ed ordinaria delle opere esistenti
    c) opere particolarmente significative di arredo urbano e di maggior decoro dei luoghi
    d) opere di risistemazione di aree dedicate a parchi e giardini
    e) opere di realizzazione di parcheggi pubblici
    f) opere di restauro
    g) opere di conservazione dei beni artistici e architettonici
    h) opere relative a nuovi spazi per eventi e attività culturali, allestimenti museali e biblioteche
    i) opere di realizzazione e manutenzione straordinaria dell’edilizia scolastica. (art. 1 comma 149).
    La stessa legge all’art. 1 comma 151 prevede un rimborso ai cittadini del comune nel caso in cui i lavori per la realizzazione dell’opera non siano iniziati entro 2 anni dalla data prevista dal progetto esecutivo.

    Tra il 2007 ed i 2012 è stata applicata da 19 comuni.

    Modifiche apportate dal Decreto Legislativo n.23/2011[modifica | modifica wikitesto]
    Il decreto legislativo del 14 marzo del 2011 n. 23 ha introdotto delle modifiche riguardanti l’imposta di scopo comunale (ISCOP) rispetto alla disciplina prevista nella legge 296/2006. All’articolo 6 il decreto ha:

    aumentato la durata portandola ad un massimo di 10 anni
    previsto che la base imponibile per il calcolo dell’imposta è l’IMU.
    ampliato l’ambito di applicazione potendo utilizzare tale imposta per finanziare la realizzazione di opere pubbliche diverse da quelle già previste nella legge 296/2006.
    riconosciuto la possibilità di finanziare l’intero ammontare della spesa per l’opera pubblica da realizzare con il gettito dell’imposta.
    I termini del rimborso sono i medesimi a quelli stabiliti nell’articolo 1 comma 151 della legge 296/2006.
    Luigi Sutto

  6. Il Bolzonello di Lignano, parla come se fosse un ‘ autorità. ma Chi è stoxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx eccetera eccetera…………………. nota del Cocal: mi spiace, ma non pubblico commenti offensivi che provengono da una mail fasulla. grazie. livio costantini.

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