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Progetto Trezza a Lignano: tutela e studio del patrimonio marino ( di Serena Camillo)

L’associazione culturale lignanese “Progetto Trezza” si è formata circa sei anni fa, grazie all’iniziativa del presidente Tommaso Gasparini sostenuto da un gruppo di persone, allo scopo di studiare e tutelare i fondali marini della costa friulana. Il progetto prende il nome dai numerosi affioramenti rocciosi, chiamati in principio “intressade” per la loro posizione trasversale rispetto alla costa, denominati  in Veneto “tegnùe” e nel Golfo di Trieste “trezze”, sede di ecosistemi particolarmente interessanti per la concentrazione estremamente diversificata di flora e fauna che presentano, nonché per la loro funzione di rifugi sottomarini per gli stadi giovanili di molte specie ittiche. Solo la costa del Friuli Venezia Giulia ospita circa 250 trezze, anche se questo sistema di affioramenti caratterizza l’intera costa nord-occidentale e occidentale del mare Atlantico, in poche parole dal Golfo di Trieste fino ad arrivare al litorale di Ancona.

 

L’iniziativa ha suscitato l’interesse e il sostegno di importanti partner tra cui, in primo piano, l’O.G.S.  di Trieste (Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale) che ha messo a punto il progetto di studio “Trecolara” che è stato presentato al bando Interreg allo scopo di  ottenere un contributo economico che permetta il finanziamento dei lavori di mappatura e studio dei fondali in un primo momento per poi passare, in seguito, alla tutela e valorizzazione della biodiversità che li caratterizza e che purtroppo negli ultimi anni ha subito un drastico impoverimento. Si sono dimostrati, inoltre,  particolarmente  sensibili al progetto i tre Comuni friulani di Lignano Sabbiadoro, Grado e Marano Lagunare che hanno appoggiato in “todo” lo sviluppo sostenibile di una delle risorse che maggiormente li caratterizza: il mare.

 

Il valore aggiunto del progetto sta, infatti, proprio nel fatto che questa  iniziativa non presenta  una valenza esclusivamente ambientale (che già di per se sarebbe sufficiente a giustificare l’impresa) ma mette in luce una serie di possibilità non ancora sfruttate che potrebbero portare beneficio alle località in diversi ambiti: si è parlato, per esempio, dello sviluppo della pesca sportiva, dell’incremento del turismo sostenibile molto richiesto da turisti tedeschi e austriaci, dell’organizzazione di escursioni subacquee, del ripopolamento ittico per la pesca industriale e perché no, dello sviluppo delle attività didattiche volte a creare una sensibilità maggiore verso il mondo del mare anche fra i più giovani.

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